Renato Parzianello

Arte Astratta

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Nato a Motta di Livenza, in provincia di Treviso, dove anche oggi vive e lavora, Renato Parzianello è un artista di ricerca seriamente impegnato a dare corpo e voce a colori, segni e materia che, nelle sue opere, acquistano valori e significati altamente simbolici, tutti legati alla vita e all’esistenza. Arte fortemente sentita, quella dell’artista veneto, vissuta giorno per giorno sulla propria pelle e sul proprio vissuto, come strada maestra per esternare emozioni e sentimenti e farsi, gradualmente, linguaggio artistico nuovo e contemporaneo. Interessante, e degno perciò di essere sottolineato, anche il suo percorso formativo che, anziché passare attraverso studi accademici più o meno prestigiosi, si è invece sviluppato in solitudine, con lo studio appassionato della Storia dell’Arte, la visita costante a musei e gallerie, la frequentazione di artisti di lunga esperienza e di buon mestiere. Una formazione, dunque, completamente autonoma e personale che lo ha difeso e preservato da influenze e condizionamenti culturali e ambientali e gli ha consentito di essere veramente libero, originale ed autentico. E di queste qualità e caratteristiche, oggi davvero rare a trovarsi, se ne sono accorti anche nomi importanti della critica nazionale che lo hanno voluto alla prestigiosa Triennale di Roma appena conclusa. Artisticamente, Renato Parzianello nasce nei primi anni ottanta: prima con paesaggi morbidi e pastosi ispirati alla campagna veneta e poi con figure delicate ed evanescenti, appena delineate e suggerite, tendenti alla dissoluzione e alla scomposizione formale. Il nostro artista iniziava già a sentire il fascino delle Avanguardie Storiche, dell’Espressionismo lirico, dell’Astrattismo e, soprattutto, dell’Informale e tutta la sua espressione, d’ora in poi, si svilupperà in questo senso, seguendo proprio i filoni dell’Astrattismo e dell’Informale, con particolare riguardo per quest’ultimo. Un’espressione, quella di Renato Parzianello, che, per certi aspetti, trova importanti riferimenti in nomi come Alberto Burri, Emilio Vedova e Riccardo Licata, artisti anch’essi affascinati dalla materia, dal gesto libero e spontaneo, dal colore e dalla scrittura segnica. Così, dal 2006 in avanti, l’artista veneto abbandona il suo “mondo inciso”, tavole dipinte sulle quali letteralmente incideva solchi e traiettorie, per diventare solo ed esclusivamente pittore di materia, di colore, di gesto e di segno. Oggi le sue opere colpiscono l’osservatore per lo splendore cromatico e le scenografiche esplosioni, per l’immediatezza e la spontaneità dell’esecuzione, per la forza prorompente del gesto e del segno. Dal magma vulcanico delle sue creazioni materiche si dipartono crettature, squarci, ferite e traiettorie che si incontrano e si dividono, si biforcano, si arrestano e poi, nuovamente, ripartono. Sono i percorsi della vita, le strade del destino, i tracciati sconosciuti e imponderabili degli avvenimenti che, come fulmini, vengono ad abbattersi sulla normale quotidianità. Tutto, in Renato Parzianello, si muove e si agita sulla materia e sul colore perché la materia non è mai statica ed inerte, ma dinamica e attiva, in continuo divenire e trasformazione, proprio come lo scorrere inesorabile del tempo, i fatti imprevisti e imprevedibili che scuotono l’esistenza. Così nella sua pittura Astratto ed Informale riescono a convivere in modo assolutamente armonico ed equilibrato all’interno di una struttura spazio-temporale che racchiude vite, destini e percorsi, passato, presente e futuro in un divenire fluido, continuo e imprevedibile.

 

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